“Capo Sounion” di Giorgina Busca Gernetti

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 CAPO SOUNION

                    Place me on Sunium’s marble steep
                    Where nothing, save the waves and I,
                    May hear our mutual murmurs sweep:
                    There, swan-like, let me sing and die.
                                                      George Byron
 .
Anch’io, Byron, un cigno vorrei essere
che qui canta nel mormorìo dell’onde,
canta in questa infinita solitudine
del Capo Sounion di marmo divino
e muore nello splendido tramonto
del sole che declina fino al mare.
 .
Nel meriggio dell’Ellade assolata
il candore del marmo luce e splende.
Le doriche colonne del Santuario,
Tempio di Posidóne dio del mare,
s’erigono nel terso cielo azzurro
sulla vetta del sacro promontorio.
I miei passi sui tuoi, Poeta amante
dell’Ellade ventosa, accarezzata
dal mare che risuona in lieve mùrmure,
in urla acute contro la scogliera
se tempesta l’adira e lo sommuove
talora per vendetta contro gli uomini.
 .
Il nostro tempio, Byron, sorge a picco
sull’onda che rammenta come un’eco
il lamento e le grida e l’atra morte
del padre Egèo che diede il nome al mare
in cui dall’aspra rupe si scagliò
per l’errore fatale di Teséo
Vele nere come annuncio di morte,
non bianche come un grido di vittoria
sul Minotauro mostruoso di Creta.
Nel Labirinto si salvò l’eroe
grazie al filo d’Arianna e al suo vigore,
ma la sacra promessa non mantenne.
 .
L’eroe glorioso, del sangue macchiato
d’Asterione, feroce Minotauro,
discendente dal Toro luminoso
sacro al dio Febo e caro a Poseidone,
dai venti tempestosi del dio irato
le sue candide vele ebbe in lacerti.
 
Un re si getta dalla rupe in mare.
Un altro re sulla scogliera siede
e piange la sconfitta a Salamina,
contempla l’acqua rossa del “suo” sangue,
del sangue dei Persiani massacrati
dai Greci per la loro libertà.
 
Da Capo Sounion ammira la flotta
dei Persiani con navi poderose
come l’impero ch’era il suo progetto.
Il Greco che la patria vuole libera
con navi snelle e lievi come i sogni
vola sul mare tra le belle isole.
 .
Serse sconfitto piange il sogno infranto
nato dall’hýbris che ignora ogni limite,
ma il Greco che combatte per la patria
or può cantare e suonare la lira,
di vino Samio riempire la coppa
fino all’orlo e brindare con fierezza.
Rimpiangi, Byron, questo eroico evento
e sogni non più schiava la tua Ellade
amata per la sua fiera Bellezza.
Di marmo sul pendìo del Capo Sounion
vuoi cantare come un cigno e morire.
Anch’io con te tra il mormorio dell’onde.
 .
Hai inciso a fondo il tuo nobile nome
di una colonna dorica alla base,
memoria eterna del tuo grande animo
per chi sosta del Tempio tra le file
di ritte e snelle colonne nel vento
e nel sole del sacro Capo Sounion.
 
 
Graffito_Byron_at_Sounion[1]
 
*
inedita
.
Copyright di Giorgina Busca Gernetti 

 

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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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