“Il Canto della Terra” di Giorgina Busca Gernetti dal libro “Ombra della sera”, Genesi, Torino 2002

CLAUDE MONET vksCp[1]

 

IL CANTO DELLA TERRA

                   a Gustav Mahler

Il canto della terra

è un lieve stormire di fronde,

un sussurro dolce-dolente

nel pallore dell’alba.

È un fragile brusìo di spighe

mature, dorate dal sole

sfolgorante d’estate.

.

E ancora la fragrante

delizia dei vividi frutti

dai teneri colori

occhieggianti tra il verde delle foglie:

colori voce della terra

feconda, madre innocente

d’effimera bellezza.

.

Coro di fiori dalle varie voci

– più tenere, più gravi,

squillanti, delicate –

si diffonde nei prati,

nell’armonia dei giardini festanti.

.

Sinfonia della vigna

violacea di grappoli turgidi

nell’aria sonora di vespe:

stridenti risuonano i sistri

squassati con furia dalle Baccanti.

.

Il candido silenzio della neve

è musica serena,

lentissima, pacata,

leggero velo di purezza

che avvolge il mondo con il suo lucore.

.

E variopinta musica

è il canto degli uccelli dalla voce

dolcissima d’allodola

nell’alba che si schiude

quando scolorano le tenebre;

dolcissima nel cielo dalla luce

argentea della luna,

se gli usignoli innamorati

il loro malinconico dolore

confidano al silenzio delle stelle.

*

dal libro Ombra della sera, Genesi, Torino 2002

Immagine: Claude Monet, I Papaveri

 

 

Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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4 risposte a “Il Canto della Terra” di Giorgina Busca Gernetti dal libro “Ombra della sera”, Genesi, Torino 2002

  1. fattorina1 ha detto:

    Niente male, bucolica e armonica; rivela grande amore per la terra.

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  2. “Niente male” Alla grazia! 1° premio “Città di Moncalieri” 2001. Giuria di prestigio.

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  3. Donato Antonio Barbarito ha detto:

    Si intrecciano nei versi immagini, voci, colori, sensazioni, che animano la “Terra Madre”, colti da Giorgina con delicata sensibilità e il senso profondo del tempo dell’epoca agricola, quella degli armonici rapporti tra l’uomo e la Natura, dei cicli agrari delle stagioni, del cantico delle creature. Nel nostro tempo non più la “rossa” o “argentea” luna ci innamora, né ci ammalia il canto melanconico del “rosignolo”. Non c’è tempo per ascoltare le voci e godere dei colori della terra “feconda, Madre innocente d’effimera bellezza”. Le profonde trasformazioni epocali hanno modificato rapporti umani e concezioni del mondo. Tempo e spazio si sono fortemente contratti, predominano rapporti virtuali, in un mondo artificioso,, distaccato dalla Natura..
    “Il Canto della Terra”, interpretato nel significato più profondo, potrà sollecitarci a riscoprire i valori della Natura, i doni della “Terra Madre”: “il fragile brusio di spighe”, “la fragrante delizia dei vividi frutti”, “la sinfonia della vigna/ violacea di grappoli turgidi”,, “il candido silenzio della neve”, la voce dolcissima “d’allodola nell’alba che si chiude / quando scolorano le tenebre”…

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  4. Grazie infinite. Più pregevolmente di così non si sarebbe potuto leggere il mio “Canto della Terra” per coglierne tutti i più lievi e delicati suoni, profumi, colori.

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