“Epicedio per mia madre” di Giorgina Busca Gernetti da “Parola d’ombraluce”, Genesi, Torino 2006

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IV

Ora sei fredda e muta.

Vengo da te con un mazzo di rose

per onorarti, per cercar di vincere

con la voce dei fiori profumati

questo silenzio gelido, ferale

del sepolcro di marmo.

Ma non è tuo il silenzio, non è mio.

È il luogo freddo intorno a noi che tace

nel rispetto dei Mani.

Sei fredda e muta, ma forse mi parli

con dolcezza di voce e di parole

non più umane, ma soffio impercettibile

confuso con un alito di vento

che la votiva tremula fiammella

e le foglie ed i petali leggeri

fa vibrare nella pace silente

di questo luogo ch’è la tua dimora.

Luogo di morte, ma fonte di vita

rinata nel sereno dialogare

tra una madre e una figlia

che dispone le sue vivide rose

dinanzi al freddo marmo.

*

VII

Ora che tutto vedi

e ascolti con perfezionati sensi

e tutto puoi comprendere,

anche il non-detto e ciò che è misterioso

per noi che respiriamo

in questa landa desolata e oscura,

tutto sai del passato e del presente,

sai del futuro che ci attende ignari.

La tua sapienza è immensa,

supera i miseri nostri confini

d’ostentata cultura.

Eri orgogliosa di me, dei miei studi,

dei miei saggi di musica,

ma non dicevi una parola sola

che fosse ricompensa

al mio volerti rendere felice.

Allora non capivi. Ora lo sai.

Ma non serbo rancore. Molto tempo

è trascorso da allora, dal silenzio

che amareggiava i miei primi successi

di bambina delusa.

 

Ora sai tutto, madre; non c’è nulla

che sia per te mistero.

Sai come sia quell’arcano confine

tra la Vita e la Morte,

come sia quella Soglia irrevocabile

verso la Luce eterna che risplende

e chiama a sé i morenti.

Sai come sia il morire.

Nulla so io al tuo confronto, nulla

delle ultime cose.

Che vale ora pensare alla mia gloria

di piccola pianista,

che valgono gli studi appassionati

e le sudate carte, le poesie

nascoste in un cassetto, la mia vita?

Cose stupende ed effimere ho amato

ed amo con fervore,

ma al tuo confronto so di non sapere

nulla, se non che ora ci separa,

più che la fredda lapide di marmo,

la Soglia arcana verso la tua Luce.

*

VIII

Ora riposa in pace.

Ho parlato con te come non mai

da molto tempo; ho ripreso le fila

di un dialogo interrotto.

Ho scavato nel fondo del mio animo

per rinvenire barbagli di luce

nel buio in cui giacevano

cumuli di rimorsi, di rimpianti,

dolori antichi e recenti, rimossi

per placare l’ondosa superficie

del mio lago del cuore.

Verrò ancora da te con rose fresche

e ancora parlerò dei giorni amari

per cancellarli dal nostro passato,

finché rimangano soltanto

i petali leggeri delle rose.

***

il poemetto in otto parti  dal titolo Epicedio per mia madre è inserito nel libro di poesia Parole d’ombraluce, Genesi. Torino 2006

 

 

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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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