“Antigone” di Giorgina Busca Gernetti (inedita)

ANTIGONE

La Cadmea riecheggiava di lamenti
dopo l’orrenda guerra fratricida
dei Sette contro Tebe, dilaniata
dalla sete del regno e del potere
che spinse i due fratelli in campo a battersi,
Eteocle e Polinice, entrambi uccisi
per reciproci colpi, entrambi esanimi
giacenti a terra innanzi all’alte mura.

Creonte, re di Tebe, impose esequie
solo al fratello morto per la patria,
Eteocle, mentre l’altro, Polinice,
fuor delle mura becchi d’avvoltoi
per tomba e fiere e soltanto disprezzo.
La legge dello Stato, degli uomini
questo pretende e impone a chi brandisce
contro la patria l’empie armi in guerra.

Leggi divine oppongono al divieto
di sepoltura ai morti la pietà,
gli affetti familiari, il sacro culto
dei defunti deposti nei sepolcri.
Non scritte leggi degli dèi¹ pretendono
obbedienza alle parole dell’animo.
A nulla vale opporsi e da tiranno
di morte minacciare chi è pietoso.

Legge divina o legge umana chiama
Antigone, sorella dei due giovani
fratricidi tra loro? E la sorella
Ismene a quale legge obbedirà
se teme la vendetta di Creonte?
Ismene prega e invoca la sorella
perché non sfidi l’ira del tiranno
e lasci Polinice in preda ai cani.

«Come osi, sorella, calpestare
l’amor fraterno e per viltà fiaccare
la mia obbedienza alla legge divina?
Io vado a seppellirlo. È mio fratello
e io lo amo². Questa è la mia legge,
la legge degli dèi. Tu hai paura
del tiranno Creonte e degli uomini.
Vattene, Ismene. Con me non ti voglio!»

L’eco dolente che segue il viandante
sussurra la vicenda commovente
di Antigone, pietosa del fratello,
che lo lava, riveste e poi ricopre
di pietre, sotto un tumulo onorevole
per un essere umano tanto amato,
il sangue del suo sangue, Polinice,
colpevole ma degno di un sepolcro.

Grida iraconde risuonano a Tebe:
il tiranno Creonte ormai conosce
l’atto pietoso, per lui grave colpa
contro le leggi da lui stesso scritte.
Antigone rimprovera violento,
a morte la condanna e la rinchiude
nella Grotta dei Morti, lei fanciulla
senza nozze né figli dal suo Emóne.

Fiere parole l’eco mi sussurra
di Antigone di fronte al re Creonte:
«Questa dunque è la bella ricompensa
per aver dato sepoltura sacra
al corpo tuo, fratello Polinice!
Ma bene ho fatto a renderti gli onori
imposti dalla legge degli dèi.
Chi è saggio lo capisce e mi comprende.³»

Fuggo da Tebe Antigone onorando,
piangendo la sua sorte di sorella
martire per le leggi di un tiranno.

*****

¹ Sofocle, Antigone, vv. 452-455
² ivi, vv. 80-81
³ ivi, vv. 902 sgg.

.*Sébastien Norbline (1796 – 1884), Antigone dà sepoltura al fratello Polinice.

© Giorgina Busca Gernetti

 

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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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