“Entro la Rocca di Cadmo” di Giorgina Busca Gernetti (inedita)

ENTRO LA ROCCA Di CADMO

Raggiungo i solitari tetri ruderi,
di quella che fu Tebe, la potente
città beota dalle Sette Porte
sorta fra gesta empie e misteriose.
Risuonano i miei passi tra le pietre
e i rovi delle squallide rovine.
Odo un’eco dolente che rinnova
le vicende cruente della schiatta
di Cadmo, che compagni nuovi trasse
dai denti di un dragone in terra sparsi.

L’eco sussurra che un tenero bimbo,
legati stretti i piedi, fu lasciato
sull’alto Citerone perché i lupi
lo sbranassero, lui, causa di morte
predetta dall’oracolo a Giocasta
e a Laio, re di Tebe, madre e padre
dolenti, ma crudeli verso il figlio.
Dalla morte scampò grazie a un pastore
pietoso che lo offerse come figlio
al gran re di Corinto, illustre Pólibo.

Non si sfugge al crudele, ferreo Fato.

Edipo, benché amato, volle andare
a Delfi per svelare il doloroso
mistero sui suoi veri genitori.
«Apollo non rispose apertamente
alla domanda mia. Predisse, invece,
lacrimevoli e orribili sciagure:
essere mio destino con mia madre
giacere e aver da lei prole nefanda
e uccidere mio padre»¹. Ecco il responso
che spinse Edipo in fuga da Corinto.

Giunse a Tebe e compì quel suo destino
mentre credeva salvi i genitori
legati a lui da amore, non dal sangue.
Azioni atroci ed empie la vendetta
degli dèi scatenarono su Tebe
e tu, Edipo, re ignaro ma colpevole,
ai Cadmèi la radice del tuo crimine,
causa di peste e morte e lutti e pianti
nella gran Tebe dalle Sette Porte,
confessasti con lacrime di sangue.

L’eco porta i lamenti dei Tebani
inorriditi per Giocasta, appesa
a una trave nel talamo, distrutta
dall’incesto e dall’empia sua materna
cura dei figli nati da suo figlio.
Ecco Edipo dal volto insanguinato
gridare il suo ribrezzo per se stesso,
figlio e marito, padre dei fratelli.
Non più vedere il sole con quegli occhi!
La fibbia li ha accecati, li ha distrutti.

Tebe abbandono, gli occhi lacrimosi
non di sangue ma di pietà profonda.
Che valse a Edipo vincere la Sfinge
e sciogliere l’arcano suo quesito?
Che valse al suo valore la corona,
lo scettro, il regno e il titolo regale?
Che valse a lui l’amore di Giocasta,
madre, poi sposa e madre dei suoi figli?
Nella Cadmea l’invidia degli dèi
è incisa a fondo in ogni amara pietra.
.
¹ Sofocle, Edipo re, vv. 788-793
*

Immagine dal Web: Edipo e la Sfinge
(coppa attica del V secolo a.C., Musei Vaticani)

© Giorgina Busca Gernetti

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Informazioni su Giorgina Busca Gernetti

Amo la poesia, la musica classica, la danza classica, il canto lirico, l'arte, l'archeologia, i fiori, gli animali e il mare. Compongo poesie fin dall'adolescenza, benché abbia iniziato tardi a pubblicarle. Scrivo anche racconti, recensioni o saggi artistico-letterari. Sono nata a Piacenza e mi sono laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Sono stata docente d’Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vivo. Ho studiato pianoforte presso il Conservatorio Musicale di Piacenza. Sono socia di Centri culturali prestigiosi come il “Pannunzio” di Torino, “Novecento Poesia” di Firenze e l’“Accademia Internazionale d’Arte Moderna” di Roma. Ho pubblicato per Genesi di Torino i libri di poesia "Asfodeli" (1998), "La luna e la memoria" (2000), "Ombra della sera" (2002) e "Parole d’ombraluce" (2006); per le Edizioni del Leone di Venezia il libro "Onda per onda" con prefazione di Paolo Ruffilli (2007); per Youcanprint il libro di poesie d'amore "Amores" con introduzione dal "Simposio" di Platone (2014). Mi sono state pubblicate come 1° premio quattro sillogi di poesie: "Nell’isola dei miti", ALAPAF, Bagheria 1999; "La luna e la memoria", Edizioni del Cenacolo, La Spezia 2000, poi confluita nell’omonimo libro maggiore; "La memoria e la parola", ETS – Il Portone Letteraria, Pisa 2005; "L’anima e il lago", con prefazione di Giuseppe Panella della Scuola Normale Superiore di Pisa, Pomezia-Notizie, Pomezia 2010; seconda edizione con Nota dell'autrice e Rassegna critica per Youcanprint, Lecce 2012 . Il mio saggio critico "Itinerario verso il 27 agosto 1950" è stato pubblicato nel 2009 dal Centro “Pannunzio”, nei suoi “Annali” 2008/2009, per il Centenario della nascita di Cesare Pavese. Per la Puntoacapo Editrice di Novi Ligure ho pubblicato nel 2011 un inserto di sette racconti nell’Almanacco Dedalus n. 1 ("Sette storie al femminile"). Nel 2012 ho pubblicato in volume singolo il saggio pavesiano "Itinerario verso il 27 agosto 1950" per le Edizioni Youcanprint di Lecce. Le "Sette storie al femminile", con Prefazione di A.G. Pessina e Nota dell'Autrice, sono uscite in volume individuale per Youcanprint, Lecce 2013. Nel 2014 ho pubblicato per Youcanprint il libro di poesie tutte d'amore intitolato "Amores", con introduzione di Platone dal "Simposio". Nel 2015 è uscito per Polistampa, collana "Sagittaria", il mio libro di poesia "Echi e sussurri", con prefazione del prof. Marco Onofrio e postfazione-nota editoriale del prof. Franco Manescalchi. Bellissime recensioni Mie poesie, talora tradotte in varie lingue straniere, qualche racconto e saggio artistico-letterario figurano in riviste e antologie anche per la scuola. Sono stata inclusa in alcune storie della letteratura contemporanea e in varie opere di critica letteraria. Eminenti critici hanno espresso giudizi di consenso sulla mia poesia e narrativa. *************** Questo blog non è una "testata" giornalistica e non è aggiornato con regolare periodicità. Privo dei due requisiti che lo dovrebbero contraddistinguere, non può pertanto considerarsi un "prodotto editoriale" ex lege 7/3/2001, n.62. Non è quindi soggetto alle disposizioni e agli obblighi previsti dagli art.2 e art.5 della Legge n.47/1948.
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